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Friday, May. 27, 2005 - 22:47

Flores de Mayo


Maggio è il mese migliore per visitare le Filippine, il tempo è caldo-umido (è pur sempre un paese tropicale) ma almeno non si rischia di imbattere nei tifoni tipici dei mesi successivi (giugno-ottobre) e nel lontano parentado (e dell’intero vicinato pettegolo) filippino dei mesi precedenti (quelli natalizi-festivi inoltrati). Il paese è attraversato da numerose feste e da processioni religiose (retaggio della colonizzazione spagnola) e non, a cominciare con quella del Nazareno nero (Procession of the Black Nazarene) nel quartiere di Quiapo (Manila), proseguendo con quella dell’Ati-atihan a Kalibo nell’isola di Panay (Visayas) e per finire con quella del Sinulog a Cebu nel mese di gennaio. Flagellanti e manifestazioni di penitenza caratterizzano il Venerdi’ Santo, sono famose quelle di San Fernando (Antipolo).

A maggio fiori e piante sono in piena fioritura, e sono proprio questi, i fiori, che danno il nome al festival/sagra che dura per l’intero mese e in ogni cittadina del paese: Flores Di Mayo. Letteralmente, I fiori di maggio sono una festa di origine cattolica, in onore della Vergine Maria, è contraddistinta da numerose processioni chiamate Santacruzan. Originariamente le Santacruzan erano religiose e commemorative di un evento storico (la ricerca della Santa Croce da parte della Regina Elena e del figlio, l’imperatore Costantino) si sono trasformate nel corso degli anni in mere sfilate di bellezza. Giovani donne, le sagalas, in abiti da sera (io ricordo ancora quelli pacchiani e pomposi) sfilano lungo le vie del quartiere sotto baldacchini di fiori.

Macchinosa ma ordinata, la sfilata diventa una rappresentazione itinerante, davanti alla processione c’è Matusalemme, segue la Regina Banderada (una giovane donna in abito da sera rosso con in mano una bandiera triangolare gialla, rappresenta l’avvento della cristianità), Aetas (rappresenta il paese prima della colonizzazione, rappresenta i filippini non ancora convertiti al cattolicesimo), Regina Mora (rappresenta la religione predominante nelle Filippine prima della colonizzazione spagnola, quella musulmana), Regina Fe (simboleggia la fede), Regina Esperanza (speranza), Regina Caridad (carità), Regina Abogada (difensore dei poveri e degli oppressi), Regina Sentenciada (simbolo degli innocenti imprigionati/giudicati), Reyna Justicia (giustizia), Reyna Judith (rappresenta Giuditta di Betulia che ha salvato la sua città dall’assedio degli assiri), Regina Sheba (affascinata dalla saggezza, potere e ricchezza di re Salomone), Regina Esther (salva la sua città con il re Serse), Samaritana (la donna con cui cristo parlò al pozzo), Veronica (asciugò il viso di Gesù), Tres Marias, Marian, A-v-e-M-a-r-i-a (otto bambine vestite da angioletti), Divina pastora, Reyna de las Estrellas (regina delle stelle), Rosa Mistica (con un boquet di rose), Regina Paz (pace), Reyna de las Propetas, Reyna del Cielo, Reyna de las Virgines, Reyna de las Flores ed infine la Regina Elena accompagnato dall’imperatore Costantino.

Da bambina, quando seguivo la processione, ogni aspetto o significato religioso lasciava il suo posto ai colori e alla festa. Le ragazze non rappresentavano delle “virtù” ma solo un bel pacchetto confezionato, con degli abiti a sbuffo, la processione dei chilometri di stoffa vaporosa e dei fiori. Rimangono i pomeriggi di giochi e di premi (magari questi sotto): palosebo, pabitin, basagan ng palayok... l’albero della cuccagna e la pentolaccia.

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