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Wednesday, May. 18, 2005 - 01:12

Creatura di sabbia - Tahar Ben Jelloun

L'espressione creatura di sabbia mi fa venire in mente una creatura fragile, che si sgretola al primo colpo di vento o alla prima ondata del mare. Così è infatti Zahra, la protagonista di questo romanzo, fragile perché donna ed esserlo nel mondo magrebino dove è ambientato il romanzo è "...una menomazione naturale della quale tutti si fanno una ragione" e una sventura di cui si sbarazzavano "prima dell'Islam, i padri arabi gettavano i neonati di sesso femminile in una buca e li ricoprivano di terra per farli morire...". Ma a Zahra viene data un'opportunità, se di opportunità si puo' parlare, di crescere come bambino, ragazzo e poi uomo in veste di Mohamed Ahmed e di ricevere così un'educazione riservata solo agli uomini. Come creatura di sabbia si sgretola e si ricostruisce su iniziative di diverse persone, sono queste le voci narranti della vita di Ahmed-Zara, riecheggiano le narrazioni orali arabe delle Mille e una notte. Al contrario di Sherazade, del personaggio femminile principale, non riesce a sfuggire alla propria storia, non si salva da un destino che sembrava già raccontato perché il seguito della sua storia è aperto, destinato a ricostruirsi come una creatura di sabbia.

"Le storie che si raccontano sono come luoghi. Sono abitate da quelli cui sono appartenute in tempi lontani [...].Una storia è come una casa, una vecchia casa, con dei livelli diversi, dei piani, delle camere, dei corridoi, delle porte e finestre, delle soffitte, delle cantine o delle grotte, degli spazi inutili. I muri ne sono la memoria. Raschiate un poco una pietra, tendete l'orecchio e sentirete certamente delle cose! Il tempo raccoglie ciò che porta il giorno e ciò che la notte sparge. Custodisce e trattiene. Il testimone è la pietra. Lo stato della pietra. Ogni pietra è una pagina scritta, letta e cancellata. Tutto si attacca ai granelli di terra. Una storia. Una casa. Un libro. Un deserto."


Un libro non dovrebbe lasciarti così tanti spunti di riflessioni soprattutto quando non hai fonti a cui chiedere conferma o confronti a cui appelarti per dispiegare questi dubbi. Ecco perché non ho mai capito perché si facessero le schede dei libri (e quel voto sempre mediocre) se tanto quello che si pensava di aver scritto di così illuminante non veniva poi "corretto" dal punto di vista del contenuto ma solo sullo stile di scrittura (e(o)rrori ortografici, semantici, etc). Ho iniziato a leggerlo perché era uno dei riferimenti a un altro libro letto tempo fa ( Fumette - Gabriella Seveso), non sono quel genere di persona che si va a leggere le fonti bibliografiche ma era interessante come questi riferimenti spuntassero come funghi.

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