Host: DiaryLand e mandami questa e-mail! ^_^ archivio... scheletri nell'armadio? scritto recentemente

Tuesday, Mar. 22, 2005 - 03:20

Opinion maker?

Sono di parte, lo sono sempre, difficile non riuscire a fare una smorfia leggendo una cosa del genere. Ribadisco continuamente che non posso rappresentare tutta la categoria e tutte le realtà degli stranieri in Italia e non posso sentirmi discriminata ogni volta che “si parla male” (forse meglio dire “in maniera incompleta”) degli immigrati e tanto meno posso sentirmi offesa per certi comportamenti (o in questo caso per alcune parole) di alcuni italiani...

Questi non sono gli immigrati, non sono solo questi. E’ stato riportato uno degli episodi peggiori che l’autrice del post poteva trovare in rete. Un esempio dell’immigrazione “cattiva” che arricchisce non certo la cultura italiana ma le pagine mediatiche dei giornali e le tivu delle case.

Immigrazione è un termine ormai entrato nella quotidianità ma è anche un termine che ha poco significato

ha poco significato per chi non la vive, per chi non la deve usare per le campagne politiche, per chi non è direttamente a contatto con la questione e usa tale parola superficialmente, dà giudizi affrettati (con quale scopo poi? Non vorrei dire una cattiveria, ma la dico lo stesso, per mettere sul blog un post qualsiasi che possa essere commentato... lo so lo so... da che pulpito!)

se la ricchezza che dovrebbe generare a tutti questo scambio culturale ed economico, si traduce invece in un impoverimento, soprattutto per il paese ospitante.

Solo chi non è stato mai a contatto con immigrati (o con qualsiasi altra persona) può dire che il contatto/scambio umano significa “impoverimento”... mai sentito parlare del buono che possa scaturire anche dall’esempio negativo?

Sono convinta che l'immigrazione sia inarrestabili e anche necessaria

Necessaria per cosa? Per la manodopera, perché a leggerla non si direbbe certo per un arricchimento culturale

ma sono anche più che fermamente convinta, che gli immigrati dovrebbero ricevere da parte del governo del paese che li ospita "manuali d'uso" a cui attenersi nel seguire le leggi e le dinamiche sociali in uso nel paese in cui vanno ad abitare altrimenti non è possibile un'integrazione

aspetta che finisco di ridire poi ti rispondo seriamente... ahem... dicevamo...ah certo, non uno ma bensì tanti perché al plurale, “manuali d’uso” per seguire le leggi e le dinamiche sociali... rispondo con gli esempi, posso dire che mi sento abbastanza integrata nel tessuto sociale italiano, ho amici italiani, esco con loro se non se non mi faccio prendere dalla latitanza/pigrizia/scazzivari, la mia migliore amica è turca, ho conosciuto romeni per chat, sono andata a scuola con eritrei, cinesi, guatemaltechi, peruviani, marocchini, nella scuola dove faccio la (dis)educatrice ci sono bambini indiani, brasiliani, americani, ho fatto la babysitter a un bambino italo-giapponese... il mio curriculum interculturale è abbastanza buono eppure in tutti questi anni non mi sono mai portata dietro un vademecum con un titolo “Come essere un bravo immigrato nel paese che ti ospita. Regole per un’integrazione che porta all’arricchimento culturale ed economico del paese ospitante”

Ci debbono essere scuole formative sull'educazione civica, sociale, politica, legislativa e anche linguistica di chi vuole vivere in un paese che non sia il suo

ma se lo stato destina il suo erario per altri scopi, se destina i soldi alle scuole private anziché a quelle pubbliche figuriamoci se la tua utopia possa concretizzarsi

oppure se possiede già cultura sufficiente per comprendere

cultura sufficiente? Come fai a valutare quale sia la sufficienza limite per la cultura? La maggior parte degli immigrati in Italia entra in contatto con la lingua non attraverso un corso (ma tramite anfrattamento nei parcheggi sotterranei o periferici, scherzo), ma secondo le modalità dell'apprendimento naturale (contesto, interazione quotidiana con chi parla la lingua da apprendere e poi aggiungiamoci pure motivazione ovviamente).

almeno una sessione di verifica e un esame sulla sua preparazione, altrimenti non solo non ci libereremo da episodi come questo, ma torneranno facilmente in uso nel nostro costume, perchè sono esempi comodi e facili da seguire.

Esempi come questo... sono appunto i più facili da individuare... non solo fra gli immigrati in Italia ma anche fra gli italiani... e non è questione di apporto negativo, la violenza in famiglia non è novità portata nel costume italiano:

Si innamora di 'ragazzino' e picchia il marito, denunciata
CAGLIARI - Una donna di 34 anni, di cui non sono state rese note le generalita', e' stata denunciata dagli agenti della Squadra Mobile di Cagliari per lesioni e maltrattamenti ripetuti in famiglia nei confronti del marito di 38 anni che ha cercato di convincerla a interrompere comportamenti ''lascivi'' in pubblico con il giovane amante di 23 anni, che e' stato denunciato per minacce (''se non vai via uno di questi giorni ti ammazzo'' avrebbe detto al marito mentre su una panchina era intento a baciare la moglie).
La vicenda e' iniziata alcune settimane fa quando l'uomo si e' presentato al pronto soccorso dell'ospedale con un trauma contusivo chiuso all'emitorace sinistro e sospetta frattura delle costole. Agli agenti ha spiegato di essere caduto e e' tornato a casa con 10 giorni di cure. Dopo due giorni nuovo ricovero in ospedale per abrasioni multiple al collo, al basso ventre, al torace e una morsicatura all'avambraccio. Anche in quest'occasione, prima di essere dimesso con 15 giorni di cure, ha spiegato di essere caduto. Ma dopo tre giorni l'uomo si e' ripresentato al pronto soccorso per trauma cranico e abrasione del cuoio cappelluto. I medici gli assegnano 10 giorni di cure ma gli agenti della Squadra mobile non credono piu' alla caduta e lo hanno convocato in Questura dove ha raccontato che era stata la moglie a ridurlo cosi', dopo che la donna si e' follemente innamorata di un ''ragazzino''.
L'uomo ha spiegato agli agenti che la storia fra la moglie e il giovane amante e' diventata sempre piu' ''sfacciata e oscena'' col rischio di coinvolgere la tranquillita' anche delle loro due piccole figlie. Da qui i richiami verbali dell'uomo alla moglie sempre disattesi. Quest'ultima pero', sempre secondo la testimonianza del marito, non vorrebbe interrompere la relazione con l'amante e anzi vorrebbe restare a casa continuando a incontrare il ''suo ragazzo''.

La donna avrebbe, quindi, ripetutamente picchiato il marito procurandogli diverse lesioni mentre il giovane antagonista lo avrebbe minacciato. XAS

Ansa - 29 Maggio 1999

E se invece si parla di violenza degli stranieri, esiste anche violenza di altro tipo, per esempio "sugli"...

San Cesareo (RM)
Pestati a sangue perché sono romeni
Due gemelli di quindici anni aggrediti da cinque coetanei. Gravissimo episodio di razzismo ieri mattina di fronte alla scuola media: i teppisti identificati, i fratelli in ospedale

di ALESSIO NICOLETTI

Pestati a sangue davanti alla scuola. Solo perchè sono romeni. Due gemelli quindicenni sono stati aggrediti, a San Cesareo, da cinque coetanei davanti alla media Cesare Pavese. Solo l'intervento risoluto della polizia municipale ha evitato conseguenze più gravi, ma gli occhi tumefatti, i tagli sul viso e le lesioni sulla testa riportate da una delle vittime, non lasciano dubbi sulla brutalità dell'aggressione.

Erano le 8,10 ed i due ragazzi romeni, studenti presso la media di San Cesareo, attendevano la campana di inizio delle lezioni davanti all'istituto. Non immaginavano che coetanei, anch'essi iscritti presso la stessa scuola, li stavano aspettando. All'improvviso li hanno bloccati ed è iniziato il pestaggio: una raffica di calci e pugni ha colto di sorpresa i due ragazzini, che sono caduti a terra privi di ogni difesa. Un linciaggio che sarebbe continuato a lungo se non fosse prontamente intervenuta la polizia municipale.

A fatica le forze dell'ordine hanno strappato i gemelli alla furia incontrollata dei cinque giovani, quattro dei quali risiedono a San Cesareo ed uno a Zagarolo. I due studenti, sanguinanti ed in stato confusionale, sono stati immediatamente accompagnati all'ospedale di Palestrina: uno ha riportato un trauma cranico, l'altro una grave tumefazione dell'occhio destro che potrebbe avere effetti permanenti, ma gli accertamenti medici sono tuttora in corso. I carabinieri della stazione di San Cesareo si sono messi immediatamente in moto ed hanno identificato gli aggressori, tutti quindicenni.

I militari hanno iniziato un lavoro coordinato con la polizia municipale e l'assistenza sociale del Comune di San Cesareo. Un primo fascicolo è stato inviato alla Procura di Roma, presso il tribunale dei minori, che ha aperto un'inchiesta. Il dato che preoccupa la cittadinanza, però, è il ripetersi di episodi xenofobi nell'ambiente scolastico, di cui quest'ultimo è il più grave. Gli inquirenti non escludono la possibilità di un collegamento di questo pestaggio con le minacce e le intimidazioni rivolte a due giovani studentesse, una di nazionalità cinese e l'altra marocchina. Anche loro avrebbero continuato a subire per lungo tempo le vessazioni ad opera di coetanei. Dalle prime testimonianze acquisite dall'assistenza sociale, alcuni episodi di violenza a sfondo razziale si sarebbero consumati anche durante lo svolgimento delle lezioni: un punto su cui l'amministrazione comunale intende andare fino in fondo.

Solo qualche giorno fa, inoltre, una serie di danneggiamenti sono stati effettuati al piano inferiore della scuola elementare: in particolare un'aula è stata pressoché rasa al suolo. Non è stato rubato nulla, ma ciò che preoccupa docenti e genitori sono le scritte xenofobe e gli slogan razzisti impressi sui muri con vernici di diverso tipo. L'aggressione dei gemelli romeni, dunque, raggiunge l'apice di un'ondata di violenza giovanile ad opera di pochi ed isolati elementi.

(11 marzo 2005) Il Messaggero - Stranieri in Italia

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