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Sunday, Nov. 14, 2004 - 02:16 ...andare al lavoro o lavorare?
Che valore attribuiamo al lavoro? Ci sono persone che adorano il loro lavoro a tal punto che andarci significa divertirsi, realizzare una passione e realizzarsi guadagnando e conoscendo anche delle persone piu’ o meno piacevoli. Per alcuni andare al lavoro significa strettamente “andare al luogo di lavoro” e non lavorare effettivamente... o almeno lavoricchiare in modo da stancarsi il meno possibile, guadagnare lo stesso e conoscere delle persone con cui non passerebbero neanche un minuto in ascensore se solo potessero scegliere. Per alcuni avere un lavoro significa essere fortunati, accaparrarsi qualcosa di decente, economicamente parlando, nonostante le tipologie di contratti che ci sono in giro. Qualcuno, ancora, puo’ vedere un lavoro come una sistemazione palliativa e provvisoria in attesa di quello per cui hanno “studiato” e si sono “preparati”.
Ho paura che, nonostante pensi sia una sistemazione temporanea quel che sto facendo adesso, finisca per adagiarmici su questo per tanto tempo... per pigrizia, per mancanza di competenza o per inidoneità burocratica o anche per l’ambiente rilassato e rilassante del lavoro.
Lavorare con famigliari ed amici diventa stressante e imbarazzante per queste sovrapposizioni di ruoli. Al lavoro quale dovrebbe essere l’intensita’ ammissibile e per quanto tempo si dovrebbe mollare il ruolo di amico o lo stato di figlio (o genitore) per prendere quello di subordinato o capo affinche’ si possa convivere abbastanza bene al di fuori di questo? ? ? |