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Saturday, Sep. 11, 2004 - 21:48

Sono una clandestina di stato

Livia Turco (Ds): "È l'ennesimo bluff"
Secondo la responsabile welfare dei Ds, il decreto è un "atto discriminatorio nei confronti degli immigrati". "Giudice di pace sancisce la disparità tra italiani e stranieri"

LODI - "E' un ennesimo bluff, un ennesimo atto discriminatorio nei confronti degli immigrati": così Livia Turco, responsabile del welfare della segreteria nazionale dei Ds, ha criticato, a margine della terza Festa Nazionale dei Migranti a Lodi, il nuovo decreto di modifica della legge Bossi-Fini, approvato venerdì scorso dal governo.

"E' l'ennesimo bluff - ha spiegato - nel senso che si è fatto finta di rispondere alle eccezioni di costituzionalità della Corte Costituzionale, e non si risponde all'altra eccezione che riguarda l'arresto in flagranza degli immigrati".

Per l'ex ministro, inoltre, "restano sul tappeto" tutti i problemi che riguardano il governo dell'immigrazione: dalle quote di ingresso "bloccate", agli accordi bilaterali "che non si fanno", alle politiche di cooperazione "che sono saltate".

In più per Livia Turco "la figura del giudice di pace di fatto sancisce la disparità tra italiani e stranieri". Nel criticarlo, la responsabile del welfare per i Ds ha aggiunto che il decreto è "l'ennesima dimostrazione di una profonda incapacità di governare questo tema, in quanto nel centrodestra si è creata un'alleanza tra l'ideologia prepotente della Lega e il pugno di ferro di An che tiene sotto ricatto il ministro degli Interni".

A detta di Livia Turco, il fatto che il ministro degli Interni "non sia riuscito a fare approvare una norma, quella che allunga il permesso di soggiorno da un anno a due anni, che gli viene implorata dai suoi prefetti e dai suoi questori, vuol dire che è sotto ricatto".

Infine, per l'ex ministro dei governi Prodi e D'Alema, la Bossi-Fini ha introdotto una nuova figura di immigrato quella "del clandestino di Stato". Si tratta, per Livia Turco, di immigrati, magari in Italia da dieci o quindici anni, che, in attesa del rinnovo, visto che la pratica è lunga, "per sei mesi-un anno sono senza permesso di soggiorno e per colpa dello Stato e delle sue leggi tornano ad essere clandestini con tutti i diritti sospesi. E uno di quei paradossi della Bossi-Fini che voleva combattere l'immigrazione clandestina ma che, in realtà, ha inventato questa nuova figura".

(6 settebre 2004)


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