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Tuesday, Aug. 31, 2004 - 02:42 Para-noie (ma si chiamano cosi’ perche’ annoiano?)
Puo’ una persona basare il suo rapporto (amicizia, amore, parentela...) in base alla sfiducia anziche’ sulla fiducia e ritenere tutto questo “non pessimista”? D’accordo le definizioni precedute da “non” (tanto per citare, una delle parole che uso e che mi piace poco, “non relazione”... ) sono poco efficienti... sono li’, in bilico, non si possono neanche considerare sfumature tra bianco e nero, sono insipide.
La fiducia che ripongo nelle altre persone si basa sulla mia sfiducia nei loro confronti. Non e’ mancanza totale di fiducia... ne ho a iosa, solo ha bisogno di essere interpretata. Parto dal presupposto che tutti possono commettere degli sbagli, tutti fanno errori che sono come fallimenti piu’ o meno grandi delle nostre aspettative. Io non ne ho o almeno cerco di non averne o di averne poche e limitate perche’ almeno cosi’ le mie delusioni saranno attutite. Forse e’ da qui che deriva la mia sfiducia (e confusione dei termini... a dire il vero nella mia testa i concetti sono molto chiari, al solito, come se fossi a scuola le parole mancano e le nozioni si ingarbugliano) nei confronti delle persone. La mia sfiducia non è pessimismo, è solo una sorta di meccanismo di difesa. Se dovessi subire delusioni, se le mie aspettative negative e se la mia sfiducia dovessero essere confermate ci sara’ cmq (spero che saro’ tanto buona anche allora) una prospettiva di un futuro perdono. E’ come se me le aspettassi... come se non facessi altro che gufare perché succeda una cosa negativa e poter dire “Ecco, l’avevo previsto...” Se succedesse il contrario, se fossi io a deludere (evento molto piu’ probabile) non pretendo di essere perdonata senza riserve, basterebbe sapere che quella persona è li’ per me, anche se ho incasinato tutto con le mie mani. Non sto costruendo una nicchia ovattata fatta di previsioni negative e anestesie pre-dolori e nemmeno lo cerco e lo voglio un ambiente asettico di delusioni, dolore, sofferenze, negativita’ (anche se sembra che non faccio altro).
Avere troppo tempo libero mi fa male, non mi fa dormire per pensare a queste pranoie. Anche l’esperienza di postinaia che mi ostinavo a chiamare bellamente receptionist e’ purtroppo finita. Perché postinaia... beh come dice una bambina di otto anni che mi ha chiesto che cosa facevo e dopo averle spiegato che parlo con tante persone, parlo al telefono, fotocopio, faxo, consegno la posta... mi ha chiamato cosi’, a meta’ strada tra portinaia (chiacchierona... “tu in fondo chiacchieri solo”) e postina (“... e dai le lettere alle persone”)... Ma come possono essere cosi’ arguti gia’ cosi’ piccoli??? ? ? |