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Sunday, Sep. 05, 2004 - 00:42

Usanze

Ogni cultura ha usanze endemiche che altre popolazioni troverebbero sicuramente assurde. Emigrando in un altro paese, queste stranezze hanno occasione di perpetuarsi anche in luoghi dove non avrebbero modo di esistere.

Mia nonna, quella che mi ha cresciuto e con cui ho vissuto tutta la mia infanzia, e’ una di quelle persone che porterebbero avanti alcune usanze senza senso e senza alcun fondamento scientifico o logico credendoci fino in fondo. E’ stata lei che mi ha affibbiato il mio nomignolo, con cui tutt’ora mi chiamano a casa, quando ero piccola, quando mi ammalavo spesso, credendo che facendo cosi’ gli spiriti maligni portatori delle malattie non avrebbero mai potuto trovarmi se avessi avuto nuove spoglie, se le persone avessero iniziato a chiamarmi con un altro nome.

Aveva anche previsto che sarei guarita leggendo la disposizione del riso sul fondo della tazza riempita di acqua che l’ammalata doveva bere (altro che foglie di te’). Sempre lei, cercava di guarire le sbucciature che quotidianamente ci procuravamo giocando non con tamponi di iodio ma con le mosche morte. Eh si’ perche’ queste con l’aggiunta di leccate da parte del cane o qualsiasi altro animale domestico facevano guarire piu’ rapidamente le ferite, a detta sua. Saro’ pure stata ferita ma le gambe per correre le avevo quando arrivavano questi momenti in cui lei si cimentava infermiera.

Una volta in Italia, pensavo che non ci sarebbero piu’ state stranezze del genere.

Dovevo solo aspettare la menarca. Spuntavano donne piu’ grandi ovunque (e meno male che dovrebbe essere uno dei momenti piu’ intimi di una ragazza), inclusa ma madre, non facevano altro che darmi lo stesso consiglio: una volta lavate le mutande bisognava applicarlo sul viso se non volevo avere brufoli. Addirittura, un ragazzo mi aveva chiesto se gli potevo regalare le mie mutandine, voleva vedere se riusciva a rimediare alla sua acne con questo particolare impacco per il viso. Non ho mai riso tanto ed ho iniziato a pensare che i giapponesi non siano i piu’ stravaganti e feticisti/maniaci dell’Asia.

Molte famiglie filippine, soprattutto quelle di origini campagnole, rispolverano sempre usanze dimenticate nelle diverse tappe della vita di una persona e come potevano mancare in un evento di nascita? La nascita di un bambino comporta nuove gioie, coesione e anche ansie. Quando i nipoti sono nati hanno portato tutti e tre queste cose, nello specifico, quando Aaron e’ nato, il primo nipote della casa ha portato anche un pezzo del suo cordone ombelicale. Mia mamma e mia cognata, hanno insistito per far rispettare l’usanza di appendere dentro una busta di stoffa o di plastica davanti alla finestra un pezzo del cordone ombelicale del bambino (quello che e’ rimasto dalla recisione che si stacca a volte dopo un po’ di giorni), per proteggerlo dagli spiriti maligni e per portargli fortuna nel corso della sua vita.


Ultima: per conquistare un uomo, la via per arrivare al suo cuore e' passare per il suo stomaco. Bisogna saper cucinare squisite prelibatezze aggiungendo un ingrediente che dovrebbe innescare l'adescamento... la propria saliva. Non vi preoccupate, non ho mai cucinato per un uomo, anche perche' non sono capace di cucinare e di sputare sul cibo.


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