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Wednesday, Jun. 16, 2004 - 00:24

STRANEZZE (psicologando)

Diciamocelo... ci piace sentirci strani perche' abbiamo paura che la normalita' ci possa rendere anonimi ed insignificanti e ci piace definirci tali (quante volte mi sono autodefinita strana?) ma non che gli altri ci definiscano cosi'.

I veri pazzi sono altra cosa, al massimo possono definirmi dissociata o lievemente disturbata, ma nulla di particolare, tanta normalissima "normalita'".

Sui luoghi:

Quando prendo la metropolitana, salgo quasi sempre al terzo vagone dal davanti, scendo sempre dalla seconda porta del vagone (che corrisponde esattamente all'uscita della mia fermata) tranne a Loreto o a Porta venezia (per chi non abita a Milano... hanno le uscite che corrispondono alle estremita' dei vagoni, salgo quindi o solo al primo o solo all'ultimo). Mi siedo quasi sempre ai lati  (mi capita anche a tavola), mai in mezzo (o nel posto piu' esterno se sono sulla linea verde)

Queste stranezze mi fanno pensare che ho un'ossessione per le vie di fuga (come se tenessi d'occhio o in riserva la possibilita' di avere vie sicure per fuggire velocemente dai luoghi fisici e dai luoghi emotivi). Pero' questo non mi succede al cinema dove cerco di accaparrarmi posti centrali.

Mi piacciono i vecchi tram con i posti a sedere in legno, se devo fare parecchie fermate, mi posiziono sempre in fondo per guardare dal finestrino i binari che si "congiungono".

Altra smentita della fuga dai luoghi fisici/emotivi... anzi se leggessi meglio, lo stare lontana o in fondo e' allontanamento ma i binari che si congiungono e' esattamente il contrario.

Mi piace appoggiare la guancia sulla parete dell'ascensore (solo quello di una mia amica, non su tutti gli ascensori).


Mi piace aprire il frigorifero e starci seduta davanti con l'anta aperta (mi sento un po' come Mikage, la protagonista di Kitchen).

Sulla posizione:

Mi sono accorta di camminare quasi sempre a sinistra delle persone.

Mi capita di dormire sempre, a pancia in giu' tenendo le braccia sui lati ma con le mani sotto le gambe oppure come una mummia (coperta dalla testa ai piedi tenendo uno spiraglio per il naso) sul lato destro del letto.

Per la prima stranezza la spiegazione e' che tengo la borsa sempre sulla spalla destra, mettendomi sul lato sinistro della persona proteggo la mia borsa priva di alcunche' da poter essere scippata. Non ho una particolare motivazione per la seconda se non che, non essendo mancina, la mia mano sinistra e' meno controllabile della destra, in questo modo non saro' accusata, di aver allungato volontariamente la mano sull’altra persona

Non voglio leggerci simpatie per gli schieramenti politici, non c'e' scritto che sono simpatizzante della sinistra in pubblico (per strada) e della destra in privato (camera da letto).

Sulle cibarie:

Non mangio le arance o i mandarini finche' non sono riuscita a togliere tutte le pelliccine bianche agli spicchi. "Sbuccio" anche gli acini (e non parlo di uva americana) e sputo i semi (non so se e' una cosa strana oppure e' strana la mia amica che li inghiotte). Leggendo queste stranezze in chiave freudiana, sono ancora nella fase anale (via quegli "strani" pensieri subito) o da bambina ho faticato a superarla. "Sintomi" sono le ossessioni per la pulizia (totale del cibo in questo caso) ma lo sputare e quindi il non trattenere da un corpo (l’acino) una sua parte (i semi) mi esclude da questa fase di sviluppo... e' po' azzardata, anzi e' proprio un’arrampicarsi sui vetri confrontarla alle condotte di dissimulazione o di accumulo che fanno i bambini encopresici.

Mangio gli M&M's per colori.

Sui vestititi:

In vacanza per pigrizia o per altro, mi porto i vestiti contati, credo di essere una delle poche ragazze che non si portano l'intero armadio in vacanza. Una volta una mia amica si e' meravigliata che avessi (portato) quindici paia di indumenti intimi (non mi sembrava cosi' strano).


In bagno:

Sotto la doccia, mi lavo i denti. Per economizzare tempo.

Quando faccio pipi' a casa di altri o in un bagno pubblico, faccio scorrere prima l'acqua, e per coprire il rumore dello scroscio e aspetto che il vano dellacqua inizi a riempirsi.

Di notte quando non riesco a dormire, vado in bagno, mi siedo sul water e mi metto a leggere un libro/fumetto fino a quando non sento il ronzio del silenzio (io e la mia amica Val abbiamo concordato che il silenzio dopo un po’ emette un ronzio fastidioso).

Sulla comunicazione e sui mezzi di comunicazione:

Metto in ordine alfabetico i cd originali (per quelli masterizzati non sono ancora riuscita a trovare un ordine), le videocassette e i dvd.


Quando entro in casa devo accendere la tv (per avere un po’ di rumore, ho la tv accesa anche se sto facendo altro... ultimamente evito di farlo)

Quando guardo un film o telefilm o cartone, associo le voci dei doppiatori alla prima opera famosa in cui lo ricordo e l'ho sentito (per es. Massimiliano Alto per me non e' Aladdin ma e' Ranma) e ripercorro la filmografia degli attori (piu' o meno dico sempre: "Questo l'ho visto in...").

Quando scrivo al computer gioco a forty thieves (un tipo di solitario) tra una frase e l’altra.

Non mi piace spezzare la parola quando la scrivo, preferisco andare a capo o cercare una parola piu' corta per stare nella riga.


Quando ero piccola mi piaceva ripetere le parole al contrario, non per altro il mio nick e' leciram. Era la mia risposta al "g-language" che usava mia sorella che consisteva nell'aggiungere le sillabe della gi (ga, gia, ghe, ge, ghi, gi, go, gio, gu, giu) alle sillabe delle parole seguendo la vocale (ad es. ciao si trasforma in Cia-gao, leciram in le-ghe-ci-ghi-ra-gam).

Mi ricapita spesso di ripercorrere a ritroso come ci si e' arrivati ad un certo discorso (frasi tipiche: da dove e' iniziato il discorso? Di cosa stavamo parlando prima? E prima ancora?).

Rubo i modi di dire degli altri (incazzamento magno l'ho presa da Da', orgasmo ambulante riferito ad un bel ragazzo dal LI...).

Ho la tendenza a non guardare mai negli occhi il mio interlocutore e neanche a chiamarlo per nome (lo faccio solo con i bambini e con amici).

Molto spesso scelgo volutamente di non rispondere al telefono di casa e lascio squillare senza mettere la segreteria, filtro le chiamate sul cellulare (maggior ragione se so chi mi chiama).

Quando ho una certa confidenza con qualcuno confronto le sue mani con le mie (le mie sono grandi quanto quelle di un uomo), sono fissata con le mani, faccio scrocchiare le dita e so che l’apertura della mia mano misura 21 cm, molto utile, usavo la mano come block notes per scriverci gli orari e luoghi degli appuntamenti e papiri durante i compiti.

A volte chiedo agli altri se posso accendere la loro sigaretta, non la fumo e gliela ripasso.


Sulle sorprese:

Mi piace sbirciare i contenuti dei regali di natale prima dell’apertura alla vigilia, facendo attenzione a non rovinare con lo scotch la carta e poi rimetto tutto a posto. Per questo hanno smesso di farmi regali in anticipo perché non riesco neppure piu’ a simulare una faccia sorpresa.


Mi piacciono le scatole (non le rotture di scatole) di carta belle e colorate dove tenere diverse cianfrusaglie.

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